I consiglieri comunali Marialucia Raso e Oscar Branca del gruppo “Gianpaolo Bevilacqua Sindaco” esprimono profondo sconcerto e forte preoccupazione per aver appreso dell’assenza del Comune di Lamezia Terme tra gli enti ammessi ai finanziamenti ministeriali destinati agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
Come riportato anche dalla stampa regionale, il Ministero dell’Interno ha destinato alla Calabria quasi 245 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici, con oltre 37 milioni assegnati alla provincia di Catanzaro.
Una esclusione gravissima, soprattutto perché dagli allegati al decreto ministeriale risultano regolarmente trasmessi dal Comune quattro progetti strategici per la messa in sicurezza del territorio, tutti rimasti fuori dal finanziamento.
Si tratta degli interventi riguardanti:
- la mitigazione del rischio idrogeologico lungo Via Melchiorre Russo;
- la messa in sicurezza delle località Pernazzo, Crozzano e Bucolia;
- la messa in sicurezza dei tratti viabili e delle opere di presidio nelle località Serra e Annunziata;
- la messa in sicurezza dell’area adiacente al Torrente Piazza, nel tratto compreso tra il Parco urbano “F. Mastroianni” e l’area mercatale di Via Colombo.
Ancora più grave è il fatto che gli stessi interventi esclusi dal finanziamento sono stati inseriti dall’amministrazione comunale nel DUP 2026-2028 e nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche, venendo presentati come opere strategiche e prioritarie per la sicurezza del territorio. Oggi, però, quei progetti non risultano finanziati e il Comune di Lamezia Terme resta escluso dalle risorse ministeriali.
Parliamo di aree notoriamente fragili e ad alto rischio idrogeologico, per le quali da anni cittadini e residenti chiedono risposte concrete e opere di prevenzione.
La vicenda assume contorni ancora più gravi se si considera che su questi progetti hanno lavorato amministratori e consiglieri che facevano parte della precedente amministrazione e che oggi siedono anche nell’attuale maggioranza. Per questo motivo è legittimo chiedersi: di chi è la responsabilità politica e amministrativa del mancato finanziamento?
Se i progetti erano validi, perché non sono stati ammessi?
Se invece presentavano carenze o criticità, perché non si è intervenuti per tempo per correggerli e renderli finanziabili?
A fronte di una esclusione così grave, colpisce inoltre il silenzio dell’amministrazione comunale e della maggioranza, che ad oggi non hanno fornito alcuna spiegazione pubblica alla città.
I cittadini hanno il diritto di sapere se questa ennesima occasione persa sia il risultato di incapacità amministrativa, superficialità nella programmazione o totale assenza di una strategia efficace per intercettare risorse fondamentali per la sicurezza del territorio.
Su temi delicati come il dissesto idrogeologico non sono più tollerabili silenzi, giustificazioni o scaricabarile politici. Mentre altri Comuni riescono ad ottenere milioni di euro per interventi di tutela e prevenzione, Lamezia Terme continua a restare indietro nonostante le evidenti criticità del territorio.
Pertanto, al fine di fare piena luce su questa vicenda, annunciamo la presentazione di una interrogazione consiliare con la quale chiederemo all’amministrazione comunale di chiarire le ragioni della mancata ammissione dei progetti, eventuali criticità riscontrate nelle procedure adottate e quali iniziative intenda assumere per non perdere ulteriori opportunità di finanziamento fondamentali per il territorio.
Chiederemo inoltre quali siano le intenzioni dell’amministrazione rispetto a questi interventi e come il Comune intenda garantire la realizzazione di opere considerate essenziali per la prevenzione del rischio idrogeologico e la sicurezza dei cittadini.
Fonte Marialucia Raso e Oscar Branca




