News

Svelati nuovi autori per “Ormeggi-Festival Letterario di Lamezia Terme” dal 28 al 31 maggio al Chiostro

Francini Barra Ndiaye

Si arricchisce il programma di “Ormeggi – Festival Letterario di Lamezia Terme”, che svela nuovi appuntamenti e ospiti della sua quinta edizione. Dal 28 al 31 maggio 2026, il Chiostro Caffè Letterario accoglierà autori di rilievo nazionale e le loro più recenti pubblicazioni, trasformando la città in un punto d’incontro per la letteratura contemporanea.

𝗡𝗼𝗴𝗮𝘆𝗲 𝗡𝗱𝗶𝗮𝘆𝗲- Esiste un’Europa selvaggia, al di là del mare. Un continente immenso, dilaniato da secoli di colonialismo e sfruttamento, da dove ogni anno partono milioni di persone in cerca di fortuna e dove altri accorrono per tentare di aiutare i bambini dalla pelle bianca. Non se la passano bene, questi bambini, abituati a vivere in mezzo alla guerra e alla povertà estrema. Anche se si dice che non abbiano mai freddo. È un mondo al contrario, quello che descrive Nogaye Ndiaye nel suo Universo parallelo, arricchito dalle illustrazioni di Miriam Panieri. Un universo in cui le vittime del razzismo sono bianche. Un’invenzione, un gioco che ci aiuta a comprendere i meccanismi attraverso i quali agiscono i doppi standard e le discriminazioni. In questo racconto a episodi l’autrice ribalta, con tono ironico, esperienze reali di ordinaria discriminazione per spiegare cosa significhi battersi quotidianamente per l’u­guaglianza di tutte e tutti.

«Con questo libro vorrei rispondere a tutte le persone nere che ancora credono di essere parte del problema. A costoro vorrei dire che in un universo parallelo le cose sarebbero andate in modo diverso. Che nessuna forma di discriminazione ha mai senso e al massimo nasconde motivazioni subdole, come il mantenimento della supremazia bianca, il fanatismo religioso, lo sfruttamento dei corpi e delle terre. Non c’entra con la pelle, ma col potere e il denaro. Mentre invece, per quanto riguarda le persone che nel 2024 ancora sostengono l’esistenza del “razzismo al contrario”, questo libro nasce come una sorta di provocazione. Ecco, questo è quello che succederebbe se esistesse davvero il “razzismo al contrario”.»

𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗕𝗮𝗿𝗿𝗮-  Francesca Barra affronta senza remore il tema più coinvolgente per ogni adulto che voglia comprendere le nuove generazioni e accompagnare i ragazzi nell’arte di crescere, quello della difficile mediazione nell’uso dei social. E lo fa da una prospettiva originale e poliedrica: è una giornalista d’inchiesta, conduttrice, scrittrice di lunga esperienza, ma anche la madre di quattro figli di età diverse, che vive in prima persona le contraddizioni dell’essere genitore in un’epoca iperconnessa e fragile. Dodici capitoli, ciascuno con un focus su un aspetto dello sfaccettato universo della comunicazione social, intrecciano storie vere, indagini, riflessioni, in cui alle parole di psicologi, pedagogisti, linguisti e insegnanti si affiancano quelle di genitori che hanno conosciuto il dolore. Il risultato è un testo pensato per creare consapevolezza, offrire strumenti pratici e diventare un punto di riferimento per madri, padri, educatori e professionisti del mondo della scuola. Un manifesto ma anche uno spazio di confronto che vuole “accendere il fuoco” dell’educazione, come diceva Yeats, e rinnovare il patto d’amore e responsabilità con i nostri ragazzi. La riflessione appassionata, partecipe e informata che ancora mancava in Italia per riportare al centro del dibattito sui ragazzi e i social la nostra parte, la nostra responsabilità educativa: la voce adulta.

Chiara Francini-  “Le querce non fanno limoni” è un romanzo epico, intimo e corale che attraversa cinquant’anni di storia italiana, tra la Seconda guerra mondiale e gli anni di piombo. Una storia di Resistenza, di passioni, di famiglie scucite e ricucite, di lotte che lasciano cicatrici, ma anche la forza di stare in piedi. Protagonista è Delia, ex partigiana, donna indimenticabile che affronta la guerra, l’amore e la perdita costruendo – pietra su pietra, voce dopo voce – un luogo reale e simbolico: il Cantuccio, rifugio concreto e ideale, spazio di condivisione, speranza e memoria. Attorno a lei si muovono Irma, Mauro, Angela, Carlo, Sandro, Lettèria, Gigione e molti altri, personaggi vividi che si intrecciano in una narrazione tessuta come un arazzo di voci, dialetti, cicatrici e sogni. Ambientato tra Firenze e Campi Bisenzio, dà corpo alla Storia con la “s” maiuscola – le torture a Villa Triste, la Liberazione, la strage di piazza Fontana, le contraddizioni della sinistra extraparlamentare – ma la filtra attraverso i gesti quotidiani, i silenzi, le pentole sul fuoco, le parole non dette. Ogni pagina è intrisa di una lingua viva che alterna lirismo e parlato popolare, una lingua che canta, piange, resiste. È un romanzo sull’eredità – politica, affettiva, ideologica. Sul modo in cui la memoria passa, si nasconde, si rivela e sul coraggio di non farsi travolgere dal passato, ma di comprenderlo per poter andare avanti. È un romanzo storico, sì. Ma è anche un romanzo dell’esistenza che si interroga su cosa voglia dire resistere: all’ingiustizia, al disincanto, al dolore, al tempo. E lo fa con una scrittura colta e piena di umanità, che accoglie ogni personaggio come fosse una storia vera, da proteggere.

Correlati

Condividi su:

Facebook
WhatsApp
Email
Threads