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Istituzioni e studenti si incontrano per parlare di legalità e tutela delle donne

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“E’ la celebrazione della bellezza ed è giusto dare questo nostro apporto alla società tendendo sempre la mano come hanno fatto le donne che verranno premiate”.

Così ad apertura delle premiazioni al valore ed al coraggio delle donne “Parole femmine”, il dirigente dell’istituto comprensivo “Perri – Pitagora – Don Milani” di Lamezia Terme, Giuseppe De Vita.

Particolarmente toccante l’intervento di Alessia, una bambina cieca, che, tra le altre cose, ha sottolineato che “ogni donna è un ponte tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare”.

Il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rose, ha evidenziato che “ai giovani bisogna parlare più che con le parole con i gesti concreti e con il loro linguaggio e dobbiamo adeguarci a loro e non loro a noi. La repressione è importante, però ci interessa di più la prevenzione”. Di “momento di approfondimento e di crescita per i ragazzi, al di là del singolo” ha parlato il questore di Catanzaro, Giuseppe Linares, sottolineando che “la Polizia si deve occuparsi di prevenzione anche riguardo il bullismo e questo progetto ci ha permesso di entrare molto di più in sintonia con questi ragazzi”.

Dal canto suo, il vescovo di Lamezia Terme, mons. Serafino Parisi, nel ricordare che la “lingua greca in alcuni passaggi usava la parola andros al femminile proprio per dire una ‘donna donna’, capace di imporsi per quello che è con la sua storia senza doversi confrontare con l’uomo”, ha sottolineato che “cammino ne è stato fatto, impegno ne è stato profuso, però dobbiamo lavorare di più”, evidenziando che “non c’è bisogno di rincorrere un processo che è già in atto e si realizza se noi lo mettiamo in pratica”.

Emotivamente forte l’intervento del questore di Cosenza Antonio Borelli, già dirigente del commissariato di Lamezia Terme, che, nel ricordare gli anni trascorsi nella città della Piana, ha ricordato l’omicidio di Adele Bruno, uccisa brutalmente il 30 ottobre 2011 dal suo ex ragazzo. “Perché non accadano questi fatti – ha detto – c’è bisogno di prevenzione e la prevenzione la fa anche la scuola”. “Ai giovani lasciamo un mondo diverso”, ha detto il vicario del questore di Crotone Mario Lanzaro, mentre il questore di Vibo Rodolfo Ruperti, ha auspicato che “tali manifestazioni raggiungano oggi questi ragazzi con i quali mi rendo conto che è molto difficile trovare un canale di comunicazione” ed il vicario della Questura di Reggio Calabria Vittorio Turi, ha parlato dell’importanza di tali iniziative.

Presente all’incontro anche il procuratore aggiunto di Latina, Luigia Spinelli, originaria di Lamezia, che ha invitato ad interrogarsi “sulla violenza di genere che è in aumento. C’è un problema culturale. C’è una frattura profonda che in qualche modo va affrontata e va fatto attraverso un’azione educativa ed affidata soprattutto alle famiglie. Si deve lavorare a 360 gradi. La legalità parte soprattutto dal linguaggio che noi usiamo. Le parole hanno un peso enorme e possono essere dei macigni. Responsabilizzare i ragazzi su questo”.

A portare i saluti della citta di Lamezia, il sindaco Mario Murone che ha parlato di “momento di grande riflessione”, mentre il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Loredana Giannicola, in un messaggio ha parlato di “forza della sinergia che ha dato vita a questo percorso”, sottolineando che “educare le nuove generazioni alle parole significa educarle al rispetto”.

 

fonte e foto ANSA Calabria

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