Riceviamo e pubblichiamo:
“Questa non è solo una storia. È un’emergenza. È un pericolo imminente. È una vita che rischia di spegnersi nel silenzio.
Luca Mendicino ha 42 anni e vive a Falerna Marina. Per anni ha lavorato come DJ, ha vissuto il mondo della musica, dei viaggi, della notte. Poi è arrivata la caduta: droga, alcol, dipendenze. Una spirale che lo ha consumato lentamente, lasciando ferite profonde e irreversibili. Oggi quelle ferite hanno un nome preciso: cirrosi epatica avanzata, encefalopatia epatica, crisi convulsive, scompenso cardiaco. La sua vita è in pericolo imminente. Eppure, dentro questa situazione drammatica, c’è una verità che non può essere ignorata: Luca Mendicino ha scelto di vivere.
Ha scelto di chiedere aiuto.
Ha scelto di non arrendersi.
Ha scelto di affrontare tutto, con lucidità e coraggio.
Ma questa scelta, da sola, non basta. I tempi di attesa per accedere a un percorso di cura adeguato sono stimati in almeno 8 settimane. Otto settimane che Luca potrebbe non avere. Per questo lanciamo un appello urgente, diretto, senza più possibilità di rinvio: alle istituzioni sanitarie, all’ASP, ai responsabili competenti: intervenite subito.
Serve una presa in carico immediata.
Serve un ricovero urgente.
Serve monitoraggio costante.
Serve una risposta concreta, adesso.
Ogni giorno perso è un rischio reale. Intorno a Luca si è già attivata una rete forte e concreta. Accanto a questo, Luca desidera esprimere un ringraziamento sincero e profondo a chi, sul territorio, si è già attivato concretamente:
all’Arma dei Carabinieri – Stazione di Falerna,
al SERD di Lamezia Terme,
al Comune di Falerna,
in particolare all’assistente sociale Angelina Ianchello,
e al consigliere Napoleone Stella, impegnato ogni giorno anche come operatore del 118 in prima linea.
Presenze reali, vicine, che stanno dimostrando cosa significa esserci davvero. Tutti segnali importanti. Ma oggi non bastano più le parole. Serve un intervento immediato. Perché questa non è solo la storia di Luca Mendicino.
È una storia che può riguardare chiunque.
Chiunque può cadere. Chiunque può trovarsi fragile.
Ma quando qualcuno trova la forza di rialzarsi, lasciarlo solo è una responsabilità collettiva.
Luca vuole ringraziare tutte le persone che, fino ad oggi, si sono mobilitate per lui. Ma oggi chiede qualcosa di più semplice e più grande allo stesso tempo: la possibilità di vivere. Chiunque voglia sostenere questa battaglia può unirsi ai canali ufficiali”.




