Si è concluso con una profonda riflessione sul senso dell’educare l’evento formativo “Le emozioni al centro della scuola “, che il 9 aprile, ha trasformato l’Istituto Comprensivo “Ardito – Don Bosco” di Lamezia Terme in un laboratorio di idee e umanità. L’incontro ha ribadito un concetto tanto semplice quanto rivoluzionario: non si impara davvero se si ha paura e non si cresce se ci si sente invisibili. Rimettere l’alunno, nella sua interezza emotiva, al centro dell’ecosistema educativo non è più un’opzione, ma una necessità per una scuola che voglia dirsi davvero democratica.
Parlare di emozioni significa inevitabilmente affrontare il tema delle differenze, un terreno dove spesso il sistema rischia di premiare l’uniformità a discapito di chi cammina con un passo differente. Durante i lavori è risuonato con forza il pensiero di Daniel Pennac, che nel suo “Diario di scuola” ci ha insegnato come ogni studente “difficile” sia come una cipolla: un insieme di strati fatti di disagio e senso di fallimento che vanno sfogliati con cura per arrivare al
nucleo. Per Pennac, il dolore di non capire è un’emozione che paralizza, e solo l’empatia può sciogliere quel nodo. A fargli eco è l’eredità di Don Lorenzo Milani, il cui monito contro l’ingiustizia di “far parti uguali fra disuguali” rimane la bussola etica dell’evento. Per il priore di Barbiana, la scuola non doveva essere un ospedale che cura i sani e respinge i malati, ma uno spazio dove riconoscere le diversità significa praticare una reale democrazia dell’apprendimento.
Il dialogo tra queste visioni pedagogiche ha preso vita attraverso le voci dei protagonisti della giornata. Dopo l’accoglienza istituzionale della Dirigente Scolastica Teresa Goffredo, che ha aperto le porte dell’Istituto a questa sfida educativa, Paolo Maschietti, Head of La Scuola Academy, ha analizzato le dinamiche dell’intelligenza emotiva
come motore fondamentale per il successo scolastico. Il legame profondo tra metodo di studio e benessere psicologico è stato poi esplorato da Barbara Urdanch, pedagogista e docente presso l’Università di Torino, che ha offerto strumenti operativi per una didattica che sia al contempo rigorosa e accogliente.
Un momento di particolare intensità è stato dedicato alla prospettiva di Silvia Lanzafame, Presidente AID, che attraverso la campagna “Dislessia” . Solo un altro modo di vedere il mondo ha invitato i presenti a scardinare i pregiudizi sui disturbi dell’apprendimento. La sintesi tra teoria e pratica è stata infine affidata ai laboratori
esperienziali condotti dall’Équipe del Centro Ingegni, che hanno mostrato concretamente come lavorare sull’autoregolazione e sulla percezione di autoefficacia degli studenti. In un’epoca che spesso esaspera la performance, la giornata di ieri a Lamezia Terme ci ha ricordato che la scuola ha un solo vero problema: i ragazzi che perde. Mettere le emozioni al centro significa garantire che ogni studente possa finalmente sentirsi capace, trasformando l’aula in un luogo dove nessuno viene lasciato indietro.




