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Il Palazzetto dello Sport “macina” riconoscimenti e noi lo teniamo chiuso

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In attesa di capire quando aprirà, a chi sarà affidata la gestione, quando saranno operativi gli oneri di servizio affidati ad una impresa di Catanzaro e soprattutto con la speranza che non diventi una “cattedrale nel deserto” che negli anni potrebbe addirittura portare all’abbandono totale, il palazzetto dello sport di Lamezia macina “lode” in campo internazionale.

 

Grazie al premio “The Plan Award” dedicato alle eccellenze in architettura, interior design e pianificazione urbana, il palazzetto di via Del Progresso ha ricevuto la menzione d’onore consegnata ai progettisti Vittorio Grassi Architects ed AI Engineering (Local Architect Annunziato Santoro).

Vittorio Grassi ha fondato lo studio nel 2005 a Milano, dopo una lunga carriera iniziata nel 1993 e sviluppatasi in studi di architettura di fama internazionale a Parigi, Londra e Genova, dove è stato architetto associato presso lo studio di Renzo Piano.

Impresa esecutrice del palazzetto è stata la Ferraro spa.

 

 

Con 20 categorie tematiche e oltre 1000 progetti candidati ogni anno, THE PLAN Award rappresenta un’occasione per architetti, designer, urbanisti e progettisti per mettersi in gioco, entrando a far parte di una community internazionale e contribuendo al dibattito sulle tematiche più attuali nell’ambito della progettazione.

 

 

La qualità del concorso è sottolineata da una giuria di livello internazionale composta da personalità di spicco nell’ambito della progettazione, del design, del Real Estate e del mondo.

 

 

La “menzione d’onore” suggella il successo di un progetto, quello del palazzetto dello sport di Lamezia Terme che “rappresenta un traguardo importante e un’importante opportunità di sviluppo e occupazione per il territorio– così come viene descritto dalla rivista The Plan –  una struttura moderna che coniuga sostenibilità, innovazione e inclusività, uno spazio multifunzionale in grado di valorizzare il territorio e accogliere la comunità, promuovendo eventi di qualità e favorendo la coesione sociale in un ambiente accessibile a tutti.

 

 

Ed ancora – “Il progetto del palazzetto dello sport di Lamezia Terme integra sostenibilità ed ecocompatibilità attraverso diverse strategie innovative. La copertura, realizzata con una struttura reticolare composta da sottili elementi in acciaio e una tripla membrana esterna traslucida composta da 900 cuscini pressurizzati in ETFE (etilene tetrafluoroetilene), ottimizza l’illuminazione naturale, riduce l’apporto di calore estivo e limita la dispersione di calore invernale, minimizzando l’impatto energetico.

 

 

La sua forma aerodinamica cattura i venti dominanti per favorire la ventilazione naturale, riducendo la necessità di raffrescamento artificiale. Materiali traslucidi e riciclabili come l’ETFE, combinati con sistemi di illuminazione dinamica e trasparenza, migliorano il comfort visivo e riducono i consumi energetici, garantendo un edificio funzionale e sostenibile.”

 

 

Come City One abbiamo voluto evidenziare il successo internazionale del progetto del nostro palazzetto dello sport proprio per far capire che a volte esiste una becera consuetudine nelle amministrazioni pubbliche cioè quella di non evidenziare delle belle opportunità che comunque la stessa amministrazione ha fatto uscire dal suo cappello magico.

Aspettare ancora perché la burocrazia non riesce a far decollare questa struttura sarebbe deleterio.

 

 

Tra le altre cose la realizzazione del palazzetto si è resa possibile grazie a finanziamenti in larga parte provenienti dalla Comunità Europea e dal C.O.N.I. ed in piccola parte dal Comune di Lamezia Terme e sarebbe un peccato bruciare tutto per inettitudine.

 

 

Abbiamo uno “spettacolo” di palazzetto dello sport, apprezzato come vi abbiamo descritto a livello internazionale ma, il livello di burocrati, politici ed amministratori locali, non tiene il ritmo di quello che si è riusciti a strutturare recuperando i finanziamenti.

Un pò come dottor Jekyll e Mr Hyde.

 

 

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